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A conclusione del XXIV Congresso Nazionale UICI è abbastanza difficile raccontare la straordinaria esperienza vissuta sia dal delegato Giovanni cancelliere che dal Presidente territoriale Giuseppe Lanzillo.
Partecipare all’evento per eccellenza della vita di una associazione come la nostra proprio nel centenario di fondazione è sicuramente una esperienza straordinaria che non tutti hanno la possibilità e la fortuna di vivere.
L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo ormai a livello mondiale è riuscita a far spostare la sede del congresso da prima Genova poi a Roma e infine nei salotti delle case dei congressisti: ben 276 tra presidenti regionali, territoriali e delegati dalle assemblee provinciali.
L’impegno non solo della direzione Nazionale ma anche di quelle persone che non sono apparse durante le dirette Streaming, hanno permesso la realizzazione di questo congresso attuando una nuova forma di partecipazione.
Tutto ciò era impensabile fino a qualche mese fa, ma abbiamo dimostrato che le difficoltà che molti di noi vivono nel quotidiano hanno fatto da stimolo e ci hanno spronato a non arrenderci, a non rinviare i lavori come qualcuno aveva inizialmente suggerito e, peggio ancora, mettendo in discussione la legalità stessa del congresso.
La volontà della direzione uscente di far svolgere il XXIV Congresso su piattaforma ZOOM invece è stata vincente.
Lo svolgimento online potrebbe far pensare ad una asettica attività amministrativa, invece la tecnologia ha egregiamente supportato lo svolgimento sia dei lavori che delle votazioni, sia la partecipazione alle commissioni che l’approvazione dei documenti e come atto finale l’elezione dei nuovi consiglieri è la conferma del Dottor Mario barbuto come presidente nazionale.
Cosa è successo attraverso i nostri device lontani da via Borgognona?
Dove è stato possibile rispettare le norme del distanziamento si sono aperte le sedi territoriali e regionali, dando la possibilità ai soci di vivere appieno l’essenza del congresso; dove ciò non è stato possibile è stato utilizzato il telefono che attraverso WhatsApp e Messenger ha permesso di scambiare opinioni, idee, impressioni.
Il tutto con la passione e le emozioni di sempre per questa “vecchia signora centenaria“ che si rinnova attraverso i suoi iscritti e che riesce sempre a dare Il meglio di sé a beneficio di tutte le persone cieche e ipovedenti.
Gli ospiti numerosi ed eterogenei del panorama politico che sono intervenuti, hanno dato il senso del lavoro trasversale svolto in questi ultimi cinque anni a conferma che le nostre argomentazioni non hanno appartenenza partitica ma suscitano l’interesse sulla necessità di attuare politiche sociali adeguate.
Cosa ci lascia questo congresso? Possiamo, per il futuro, sfruttare meglio le tecnologie Assistive; possiamo sviluppare modalità diverse per far funzionare meglio le nostre strutture; abbiamo l’obbligo di fare rete con le altre sedi a tutti i livelli; dobbiamo essere più vicini ai nostri soci anche a quelli più lontani dalle nostre sedi e rendere effettiva la loro affiliazione.
Di fatto questo congresso ci ha lasciato non solo la consapevolezza del processo di rinnovamento iniziato cinque anni fa ma anche la necessità di una maggiore sburocratizzazione per poter impegnare il nostro tempo e le nostre energie nella progettazione di vecchi e nuovi servizi che siano sempre più a disposizione dei nostri soci.
Le competenze specifiche che ciascun consigliere eletto metterà a disposizione, costituiscono un valore aggiunto per attuare al meglio e in chiave più moderna quei valori fondativi della nostra associazione.
A tutti i nuovi consiglieri vanno le congratulazioni del consiglio territoriale di Matera con un particolare riguardo al consigliere nazionale di Basilicata Angelo CAMODECA.
Auguriamo a tutti un proficuo lavoro dove il cuore prima di tutto ma anche L’appropriatezza delle competenze dovrà svincolare il vecchio adagio dell’appartenenza al proprio territorio e sviluppare invece funzioni nazionali con una visione globale.
Qualsiasi sia l’incarico, esso dovrà essere svolto con spirito di servizio e gratitudine nei confronti della nostra grande UNIONE.